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Mondo del Lavoro

mondo del lavoro e sistema nervoso devono convivere in armoniaMondo del Lavoro

Come possiamo ogni giorno relazionarci meglio con il Mondo del Lavoro rimanendo in armonia con il nostro sistema nervoso?

Qui di seguito troverete considerazioni che vi suoneranno non usuali, ma speriamo che possano comunque aiutarvi a comprendere meglio

come funziona il nostro sistema nervoso quando deve interagire con un “mondo del lavoro”, come è oggi quello in cui viviamo.

A questo scopo può aiutarci immaginare il nostro sistema nervoso come composto da due parti interconnesse tra di loro ma ognuna con sue proprie peculiarità.

Useremo le parole sistema nervoso e cervello come intercambiabili.

La prima parte, che chiameremo cervello primitivo, è la più antica e sovrintende in modo automatico, ossia senza bisogno del nostro intervento cosciente,

sia al funzionamento delle funzioni vitali come p.e il respirare, regolare battiti e pressione del cuore, regolare la temperatura corporea, la digestione, il sonno, attivare l’istinto di riproduzione… che alle reazioni quando siamo preda di una reale minaccia per la nostra vita.

E a questa minaccia il cervello primitivo fa fronte in modo automatico e subitaneo attivando nel nostro corpo una di queste tre azioni: fuggire (flight), combattere (fight) e bloccarsi (freeze).

La seconda parte, che chiameremo cervello moderno, è la più recente

e probabilmente si è andata formando solo da qualche decina di migliaia di anni, mentre quella del cervello primitivo da migliaia di migliaia di anni.

Il cervello moderno sovrintende p.e al linguaggio, al ragionamento, alla gestione delle emozioni, alla nostra vita relazionale.

Grazie alla sua neuroplasticità si modifica di continuo, nel bene e nel male, attraverso il ragionamento non meno che con l’immaginazione e le azioni che compiamo mentre interagiamo con il contesto in cui viviamo.

Immaginare il cervello formato solo da due parti è una grossa semplificazione ma utile per farci capire come funziona nella vita pratica di tutti i giorni.

Chi vuole saperne di più trova qui un’approfondita bibliografia di riferimento.

Il nostro sistema nervoso ci ha garantito la sopravvivenza anche quando i nostri antenati non si ponevano il problema di capire come funzionasse.

E tutto questo per centinaia di migliaia di anni prima che si sviluppasse il “pensiero scientifico”.

Pensiero scientifico che, oltre indiscutibili meriti, ha anche qualche scheletro nell’armadio.

Come p.e. quando ignora il principio cardine della scienza, ossia la sua stessa fallibilità, e/o pretende di avere il monopolio della ragione anche con l’intrigo.

Fortunatamente la natura non complotta contro la nostra sopravvivenza e ogni giorno ci dimostra che conoscere meglio come funziona il sistema nervoso è già di per se benefico.

Così come lo è praticare adeguate attività di consapevolezza corporea. E su questo concordano anche ampie parti del mondo scientifico.

Nei tempi passati, diciamo fino alla “rivoluzione industriale” dei primi del ‘800, la nostra esistenza si svolgeva considerando lavoro e vita come un tutt’uno.

Ma nelle odierne società del benessere, vita e lavoro sono spesso considerate e vissute come due entità separate e in conflitto. E il nostro sistema nervoso non si è ancora adattato a tutto questo.

E cosi molti di noi percepiscono questa situazione come se fosse una minaccia reale.

Una minaccia che incombe sulla nostra vita e su quella dei nostri cari e mettono o vorrebbero mettere in atto comportamenti adeguati.

Per capire correttamente come ci succede quanto sopra dobbiamo renderci conto che quel senso di minaccia è un segnale che ci viene dal cervello primitivo (fuggire, combattere, bloccarsi).

Ma è un segnale che si è attivato impropriamente a causa dello stress dannoso che si è incorporato nel sistema nervoso per stare dietro ai ritmi e modi di vita delle società del benessere.

E, come abbiamo già detto, il sistema nervoso non si è ancora adattato a tutto questo e così è costretto a lavorare in modo mal regolato.

Se il Toro che vive nel nostro recinto comincia a scalpitare con forza, quello che il buon senso ci suggerisce di fare…

non è certo di entrare nel recinto per accarezzarlo e parlare cercando di convincerlo ad “essere buono”, ne entrare nel recinto per fermarlo con le mani.

Quello che possiamo fare è procurargli un recinto più ampio… è vero, possiamo anche sparargli ma poi non avremo più ne vitelli, ne latte, ne…

La metafora del recinto può essere un punto di partenza se vogliamo confrontarci con le questioni del mondo del lavoro nelle società del benessere che si confrontano con quelle in via di sviluppo.

E per farlo possiamo utilizzare l’intelligenza di cui la natura ha fornito il nostro sistema nervoso:

– il pensiero logico, il buon senso e l’istinto, la pazienza, la riscoperta dell’ovvio, le emozioni, la forza, l’immaginazione… e ovviamente una piena consapevolezza della fisiologia del nostro corpo-mente.

Se conveniamo sul fatto che noi umani tutti abbiamo lo stesso tipo di sistema nervoso qualunque sia il nostro censo o luogo di nascita,

e che inoltre il gap cognitivo, che una volta poteva distinguere i ricchi dai poveri, é colmabile grazie alla facile circolazione di persone, merci, informazioni, idee…

La domanda che tutti noi abitanti delle società del benessere dobbiamo porci con cuore e mente aperta é:

– cosa dobbiamo fare per non cadere preda di minacce non reali e che però possono attivare comportamenti pericolosi capaci di scatenare incontrollate reazioni anche autodistruttive?

Dobbiamo fare due cose semplici, economiche e subito alla portata di tutti noi:

1) recuperare una qualità della nostro movimento (postura) più in armonia con la forza di gravità che modella ogni attimo della nostra vita e condiziona le nostre relazioni con il contesto in cui viviamo.

2) togliere un po di spazio alla mente logica per darlo al nostro istinto e buonsenso, alle nostre relazioni, emozioni, al nostro essere presenti nel qui e ora della nostra fisicità.

E così possiamo davvero aiutare il nostro sistema nervoso nel limitare gli effetti pericolosi dello stress dannoso.

Effetti che possono diventare una minaccia per la qualità delle nostre vite dentro e fuori il mondo del lavoro.

P.S. Una raccomandazione di cuore : ovunque si trovino nel mondo, prendiamoci cura dei nostri simili classificati come “normali”.

I “normali” sono quelle persone che nelle società del benessere non vengono per legge classificate come bisognose e/o meritevoli di particolari tutele.

Ridiamo loro parte dello spazio che gli abbiamo tolto nel recinto in nome di un “essere buoni”.

Un “essere buoni” che spesso è solo figlio di una” mente logica” inibita da inutili sensi di colpa.

Postura
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